Sono nato a Milano nel 1961. Vivo e lavoro a Genova.

La mia formazione artistica prende avvio nel segno del figurativo surreale, una stagione di ricerca che mi porta a partecipare a diverse fiere d’arte e mostre sul territorio nazionale, confrontandomi con il pubblico e con il sistema dell’arte contemporanea. In questi anni maturo una pratica rigorosa del disegno e della composizione, costruendo le fondamenta di un linguaggio personale.

Il punto di svolta arriva nel periodo successivo alla pandemia, quando la cesura imposta dall’isolamento diventa occasione di radicale ripensamento. La pittura si purifica, la forma si essenzializza. Decisivi, in questa evoluzione, l’influenza dei minimalisti americani e la ricerca degli artisti spazialisti, protagonisti di un movimento che ha segnato in modo profondo la scena artistica del secondo Novecento. Da questo confronto nasce una poetica geometrica e concettuale, che rinuncia al superfluo per concentrarsi sull’essenziale.

Oggi la mia ricerca si muove con coerenza all’interno del minimalismo, di cui indago i principi attraverso pittura e scultura, spesso in legno. Le forme geometriche sono per me l’essenza stessa del linguaggio minimalista: strutture rigorose, ridotte ai loro elementi fondamentali, in cui ogni segno, proporzione e rapporto tra le parti è necessario e nulla è lasciato al caso.